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domenica 9 dicembre 2018

Il Lupo e Cappuccetto Rosso


Il Lupo e Cappuccetto Rosso si incontrarono per caso.
"Io mordo," avvertì il Lupo.
"Lo so", disse Cappuccetto Rosso, e nascose rapidamente nella sua borsa il fucile, ricevuto in regalo all'onomastico, e le lastre con le scritture "proprietà privata", "non toccare con le mani" e "pericolo mortale" - dietro le sue spalle.
"Facciamo quattro passi?" lei suggerì.
"Non saprei..." disse il Lupo, "mordo..."
"Ho l'immunità", incoraggiò Cappuccetto Rosso e gli mostrò due cicatrici bianche sul suo polso sinistro.
"Ho zanne e scolari, guarda, eccoli qui," disse il Lupo ancora dubbioso.
"Solo una passeggiata", Cappuccetto Rosso insistette.
"C'erano i cappuccetti rossi nei miei tempi..." sospirò il Lupo.

Il Lupo aveva un grande cuore, e si preoccupava segretamente di tutti i cappuccetti rossi che aveva mai mangiato, specialmente di uno - il mezzo mangiato.

Cappuccetto Rosso aveva un familiare Tagliaboschi - esteta, intellettuale e sadico. Amava il cinema francese, Schiller e le bambine, nel suo caso Cappuccetto Rosso, anche se non era così piccola.

Una volta a settimana Cappuccetto Rosso andava a trovare Tagliaboschi. Lui le offriva il tè di erbe selvatiche e lunghe conversazioni, raccontando fatti interessanti della vita di Remarque o Godard. Quando il tè era bevuto e le storie erano finite,Tagliaboschi metteva Cappuccetto Rosso davanti a sé, prendeva la sua mano e la faceva girare per vederla meglio. Molto spesso il risultato non gli piaceva. Lui aggrottava la fronte e diceva in tono di rimprovero:
"Perché la tua gonna è così corta? è indecente. Sei Cappuccetto Rosso, non una gonnetta di jeans!", "Dov'è il tuo berretto? Perché i tuoi capelli son così arruffati?" Tagliaboschi tirava fuori alcune ragnatele e strette foglie verdi dai suoi capelli, "Dove bighelloni tutto il giorno?"
Cappuccetto Rosso non poteva dirgli che passava il tempo con il Lupo, camminando lungo i boschi più fitti, i cespugli di dafne, perciò alzava le spalle con aria estranea.
"Sei insopportabile," diceva Tagliaboschi severamente, "Ora te la faccio pagare".

La terza bis-bisnonna della sorellastra della nonna della zia di Cappuccetto Rosso sulla linea paterna era una famosa strega, e Cappuccetto Rosso ereditò due gocce di sangue magico. Nel suo tempo libero dalle passeggiate con il Lupo, lei inventava gli elisir d'anti amore e i pozioni anti interessanti. Offriva i primi agli ammiratori vecchi e fastidiosi, versava i secondi su se stessa, in modo da non attrarne di nuovi. Cappuccetto Rosso non era molto socievole, inoltre, sapeva bene che se Tagliaboschi avesse trovato qualcuno vicino a lei, a quanto pare, sarebbe stata lei a subire per prima la sua ira, indipendentemente da chi era: il venditore di stuzzicadenti o il prince azzurro con un mazzo di nontiscordardime.

L'amicizia di Cappuccetto Rosso e il Lupo era cosi stretta che Cappuccetto Rosso dimenticava che lui era un lupo e lei - un cappuccetto. Con il Lupo, anche se lui era il lupo, e lei era il cappuccetto, sentiva tutto chiaro e semplice. Inoltre, il lupo era affamato raramente, aveva un sacco di altri cappuccetti a sua disposizione: freschi, appena congelati, secchi, in scatola e anche solubili istantanei. Di tanto in tanto, tuttavia, il Lupo l'annusava e gli si avvicinava, ma riusciva sempre a mantenere il controllo e non si permise mai nulla nemmeno nei suoi pensieri. Anche Cappuccetto Rosso una volta si presentò mangiata dal lupo. Era spaventoso - il Lupo soffocò, avvelenò, gli fecero la lavanda gastrica, e poi soffrì ancora per molto tempo di un grave bruciore.

Per ovvi motivi, Cappuccetto Rosso non disse mai a Tagliaboschi sul Lupo (per il Lupo non aveva paura - un'elegante e brillante pistola con un cartello "contro i lupi", appesa al muro nella casa di Tagliaboschi, era fatta di cartapesta), ma quando il Lupo era fuori la foresta, le mancava, era arrabbiata per l'attesa e scaricava tutte le sue lamentele e malumore contro Tagliaboschi. Tagliaboschi si prendeva fuoco, la tirava per i capelli e allora lei sentiva che il suo senso di colpa diminuiva un po' e lei cominciava a sognare di essere di nuovo tra i cespugli impenetrabili di dafne, dove lei e il Lupo ululavano insieme all'unisono.
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Dedicata a J, che ha scelto di curare le anime come la sua professione e se la cava benissimo


venerdì 25 maggio 2018

nè stronzi, nè conigli

In effetti mi ritengo una persona tranquilla e gentile.
Vorrei sedermi in giardino, che i coniglietti grassi e pelosi saltino intorno a me, mi piacerebbe accarezzarli e dar loro da mangiare..
Ma il destino stravolge tutto ed è la peculiarità del mio lavoro che intorno a me ci siano stronzi, stronzi, stronzi e niente conigli!
E allora sobbalzo, afferrando, figurativamente parlando, la mia spada da samurai e...
Ma gli stronzi sanno nascondersi al tempo giusto.
Appena afferro la spada - loro si sono già nascosti!
Ed eccomi qui, un idiota in piedi con la spada, e intorno a me non ci sono nè stronzi, nè conigli.


martedì 6 giugno 2017

Qualcuno lassù ci ha concepito particolarmente sensibile al dolore degli altri.
Da bambina leggevo molto, un mare di lettura sovetica: di Zoya Kosmodemyanskaya, dei pionieri-eroi, della "Giovane Guardia", del blocco di Leningrado... Ci sottoponevano a spremere lo schiavo presente in noi stessi, dissipare i dubbi, superare le fatiche. Goccia a goccia a crescere in un eroe. Ma il tempo ha dimostrato che la sensibilità e la compassione, le qualità modeste e antieroiche, sono molto più apprezzate e necessarie nella vita.
Che il probabile dolore di qualcuno sia la ragione di non alzare una spada. Che questo dolore non sia la merce di scambio nella fiera. Сhe non abbiamo mai una ragione per mostrare l'eroismo sul campo di battaglia. Mai.

giovedì 16 febbraio 2017

La storia di una mamma ideale.

1. Un giorno avrò un figlio e farò tutto al contrario.
Dall'eta di tre anni gli ripeterò: "Caro mio! Non è necessario diventare un ingegnere. Non devi fare l'avvocato. Non importa chi diventerai da grande. Vorresti essere un patologo? Va bene. Il commentatore di calcio? Per favore. Il clown al centro commerciale? Un'ottima scelta!"

Nel suo trentesimo compleanno verrà da me, il clown sudato e stempiato, con le venature di truccosul viso, e dirà: "Mamma! Ho trent'anni! Sono un clown al centro commerciale! E' proprio questo tipo di vita che volevi per me? Cosa pensavi, mamma, quando dicevi che l'istruzione superiore  non è  necessaria? Cosa volevi, mamma, quando mi permettevi di giocare, invece di studiare matematica?"

Ed io rispondo: "Tesoro, ho seguito la tua natura. Non ti piaceva la matematica, ti piaceva giocare con i bambini più piccili."

E lui: "Io non sapevo dove mi avrebbe portato, ero un bambino, non ero in grado decidere, e tu, tu hai rovinato la mia vita!" - e sborderà il rossetto sul viso con la manica della tuta.

Ed io mi alzerò, lo guardero attentamente e gli dirò: "Dunque, ci sono due tipi di persone: i primi vivono la loro vita, i secondi cercano dei colpevoli per i loro guai. E se non lo capisci - allora sei un idiota".

Lui dice "ah" e cade in svenimento.
La psicoterapia richiede circa cinque anni.

2. Oppure no!
Un giorno avrò il figlio, e farò tutto al contrario.
Dall'eta di tre anni gli ripeterò: "Non essere un idiota, pensa al futuro. Studia la matematica, se non vuoi fare l'operatore del call-center per tutta la vita. Scienze umane, che cosa? Ai nostri tempi è stata una roba da insufficienti".

Nel suo trentesimo compleanno, verrà da me, il programmatore, sudato e stempiato, con profonde rughe sul viso, e mi dirà: "Mamma! Ho trent'anni! Lavoro in Google. Sgobbo venti ore al giorno, mamma. Non ho famiglia. A cosa pensavi, mamma, quando mi dicevi che un buon lavoro mi avrebbe fatto felice? Che cosa volevi quando mi costringevi a studiare matematica?"

Ed io dico, "Tesoro, ma volevo solo che tu avessi una buona istruzione! Desideravo che tu avessi avuto tutte le possibilità, caro. "

E lui dice: "Perché avevo bisogno di queste opzioni se sono insoddisfatto, mamma? Passando vicino a un clown al centro commerciale lo invidio, mamma. E' felice. Avrei potuto essere al suo posto, ma tu, tu, tu hai rovinato la mia vita!" - e si stropiccierà il naso sotto gli occhiali.

E poi mi alzo, lo guardo attentamente e gli dico: "Dunque, сi sono due tipi di persone: i primi vivono la loro vita, i secondi si lamentano sempre. E se non lo capisci - allora, sei un idiota ".

Lui dice "oh" e cade in svenimento.
La psicoterapia richiede circa cinque anni.

3. O forse così:
Un giorno avrò il figlio, e farò tutto al contrario.
Dall'eta di tre anni gli ripeterò: "Sono qui non per decidere cosa devi fare. Sono qui per amarti. Vai da papà, caro, chiedilo a lui, io non voglio sentirmi colpevole di nuovo."

Al suo trentesimo compleanno, verrà da me, il regista, sudato e stempiato, con tristezza poetica negli occhi, e dirà: "Mamma! Ho trent'anni. Sono già trent'anni che cerco di ottenere la tua attenzione, mamma. Ti ho dedicato dieci film e cinque spettacoli. Ho scritto un libro su di te, mamma. Vedo che io non merito il tuo interesse. Perché mai esprimi la tua opinione? Perché mi mandi sempre al papà?"

Ed io rispondo: "Tesoro, ma non volevo decidere tutto io per te! Ti amavo visceralmente, caro, e per i suggerimenti abbiamo papà".

E lui dice: "Perché ho bisogno dei consigli di papà, se a te li chiedo, mamma? Per tutta la mia vita cerco di ottenete la tua approvazione, mamma. Sono pronto a dare tutto per la possibilita di capire che cosa pensi di me, almeno una volta. Con il tuo silenzio, la tua distanza tu, tu, hai rovinato la mia vita!"- e porterà una mano alla fronte in modo teatrale.

E poi mi alzerò, lo guarderò attentamente e gli dirò: "Dunque, сi sono due tipi di persone: i primi vivono, e i secondi stanno sempre ad aspettare qualcosa. E se non lo capisci - sei un idiota allora.".

Lui dice "eh" e cade in svenimento.
La psicoterapia richiede circa cinque anni.

domenica 22 gennaio 2017

L'altra tazza di tè

La vita è come viaggiare in treno. Con una varietà di fermate, cambiamenti di percorso e possono accadere anche gli incidenti. all'inizio ci sediamo in treno con i nostri genitori e pensiamo che in questo viaggio staremo con loro per sempre. Ma ad una stazione scenderanno e continueremo il viaggio da soli. Il tempo passa, la carrozza si riempie di altre persone. Alcune saranno molto importanti per noi e forse rimarranno fino alla fine del viaggio. Alcune scenderanno, lasciando un sedile vuoto accanto. Qualcuno sparirà, in una stazione sconosciuta , così piano che non presteremo attenzione al fatto che al suo posto sieda già una persona, completamente diversa. Questo viaggio sarà pieno di gioia, dolore, attesa, speranza, tradimento, perdono, saluti e addii. In alcuni momenti, penseremo a come tirare il freno d'emergenza, o a trasferirci in un'altra carrozza, e qualche volta rimarremo solamente a guardare con sincera curiosità fuori dal finestrino e osservare interessati i passeggeri che entrano ancora. E mai sappiamo a quale stazione scendiamo noi. Abbiamo solo bisogno di goderci il viaggio stesso e di renderlo possibilmente confortevole per i passeggeri seduti accanto. Infine, quando arriviamo al nostro capolinea è necessario che le persone che continueranno il viaggio, avvertano che il nostro posto è vuoto, e che rimangano loro dei meravigliosi ricordi di coloro che gli stavano seduti accanto. dall'altra parte, se avessi voluto piacere a tutti sarei nata cioccolata, no?

martedì 14 giugno 2016

Meraviglie vicine e lontane.

Questa lettera mi ha sognato un giorno al mattino, è di un mio vecchio amico. Su un foglio a righe spiegazzato c'era scritto circa quello che segue:

La gente pensa che la città sia generatrice di propria volontà creativa, del suo lavoro, e della sua noia. Pensa che nelle città non ci sia posto per il caos e l’ossessione. Si accertano di vivere in un quartiere tranquillo, i bambini vanno in una buona scuola, i negozianti ci salutano cordialmente, abbiamo il nostro tavolo in un buono pub dietro l'angolo... Beh, cosa potrebbe minacciare la nostra tranquillità qui?! Il cittadino è incurante, è vero. È convinto che la cosa peggiore che può aspettarlo sono i teppisti di strada e i conducenti ubriachi. È spiacevole, ovviamente, ma niente da fare, può succede.

Nessuno si aspetta che da qualche parte all'incrocio fra via Hohshtrasse e via Marktplatz, tra una tabaccheria e un negozio di animali, di fronte a lui si aprirà l’abisso.
Beh, tanto più inebriante un incontro inaspettato.

Gli altri miracoli, invece, preferiscono sorprendere la loro preda nei deserti e nelle grotte; nel peggiore dei casi - nella foresta di notte o in un sentiero di montagna. Ma non ce ne sono rimasti così tanti. Oggi i misteri sono affamati di sangue fresco e preferiscono stare più vicino alla gente. E noi... Сome sapete, stiamo costruendo le città per noi stessi e li riempiamo con i nostri corpi, che sono ancora adatti al lavoro, al sonno e all'amore.

Per quanto possa sembrare strano, anche per i miracoli siamo abbastanza adatti. Siamo come i cibi dolci, calorici, come legna secca per il fuoco - hanno bisogno di noi, e questo non è sempre una buona notizia.
Ma tutte le altre notizie possono andare affanculo.



domenica 20 settembre 2015

Questo mondo è una meraviglia. Non c'è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d'essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più?
(с) Tiziano Terzani

giovedì 2 luglio 2015

L'ottava tazza di tè.

Non esiste una persona che "si è fatta da sé". Siamo fatti di migliaia di altre persone. Tutti quelli che una volta hanno fatto qualcosa di buono per noi o che ci hanno detto una parola di approvazione, influenzano il nostro carattere e le nostre azioni. Ecco perché loro sono la parte di qualsiasi nostro successo.

martedì 2 giugno 2015

La settima tazza di tè.

L'esperienza mi dimostra che la più grande tranquillità interiore viene dallo sviluppo dell'amore e della compassione. Quanto più ci preoccupiamo per la felicità degli altri, tanto più grande è il nostro senso di benessere. Coltivare un sentimento affettuoso per gli altri mette automaticamente la mente a proprio agio. Questo aiuta a rimuovere le nostre paure e insicurezze e ci dà la forza di affrontare gli ostacoli; è la più grande fonte di successo nella vita.

Tuttavia, sembra che per alcune persone l'idea della compassione implica un completo disprezzo o forse un sacrificio dei propri interessi. Questo non è giusto. In effetti prima di tutto è importante  avere un desiderio di essere felici noi stessi, se non amiamo noi stessi, come possiamo amare gli altri?



mercoledì 27 maggio 2015

La sesta tazza di tè.

Sono sicura che tutti noi siamo d'accordo che dobbiamo superare la violenza, ma in primo luogo abbiamo bisogno di verificare se essa abbia un valore. Dal punto di vista strettamente pratico in alcune occasioni la violenza sembra essere utile. Siamo in grado di risolvere un problema rapidamente con la forza. Ma questo successo spesso lede i diritti e il benessere degli altri. Anche se un problema è stato risolto, il seme di un altro è stato piantato.

venerdì 15 maggio 2015

Quinta tazza di tè.

Questa città fa sempre notizia.
Sembra che in questa città succedono tutte le cose più importanti.
Perché sembra così?
Perché?
In questa città si son perse le tracce di così tante persone,
Senza avere più nessuna notizia di loro. 
O sono io, quella che si è persa e della quale non si sa più nulla?
Voglio spesso attirare l'attenzione delle persone che non conosco.
Credo che ogni grido forte o il suono di un claxon 
sia rivolto a qualcuno, e forse a me.
Chi sto cercando?
Quali sono le mie speranze, che richiamo nel cielo di Mosca?

"Il primo raggio, la prima pioggia,
Stai camminando per le strade primaverili.
Il primo suono, la prima neve,
Questa canzone è su di te e su di me"

Questa città ci convince: 
Chi è venuto qua - ha ragione.
Chi è rimasto - ha ragione di più.
Ed ora sono confusa,
Non si può distinguermi da quelli nati qui.
Dove mi aspettano?
Dove sono lieti di me?
Dove mi abbracceranno in modo più forte e sincero?
Perché è così importante per me, se il cielo di Mosca è lieto di me?
E se mi abbraccerà il cielo sotto il quale non sono mai stata?

mercoledì 8 aprile 2015

La sicurezza sociale.

С’è la traduzione di una pubblicità sociale russa.
Ci sarebbe tanto da discutere. Su alcune cose concordo. Su altre c'è bisogno di una discussione più articolata.
In ogni caso è un bel pezzo J :

Conoscete delle persone che pensate siano diverse da voi... crudeli... indegne..  i mostri?
E' una storia vecchia. La storia di come sono iniziate le guerre. Di come le persone si sono scatenate le une contro le altre.
E' molto facile. Qualcuno dice: "Io non sono te", "Io non sono simile a te".
Ed ogni volta è una bugia.
Perché  sotto i numerosi strati di paura e di auto-difesa, tutti noi in fondo all'animo siamo uguali. Abbiamo le stesse esigenze, abbiamo la stessa propensione al bene e al male.
Vi siete mai sentiti in mezzo alla folla come a casa? Come siete la parte di qualcosa di più grande? Sentite questa tremenda energia che quasi si può visualizzare quando le persone si riuniscono?
Vedete come, a parte le differenze superficiali, siamo tutti uguali dentro di noi? Abbiamo gli stessi bisogni segreti, gli stessi sogni selvaggi. Andiamo in giro, pensando che il nostro dolore segreto o la nostra gioia segreta, siano così unici... Mentre in realtà tutti vogliamo lo stesso:  essere felici, essere al sicuro, essere amati.

venerdì 3 aprile 2015

Quarta tazza di tè. Vivere nel suo ritmo.

Quando viviamo troppo lentamente, non abbiamo la sensazione che questa sia la vita. Quando viviamo troppo velocemente, non riusciamo a sentire la vita. Ognuno di noi ha il suo ritmo vitale. I'uomo felice lo conosce bene e sente e vive in conformità con esso. Aggiusta il suo carico e imposta quindi determina il ritmo di circostanza.
I'uomo felice vive così, per fare ciò che vuole e per non perdere il gusto per la vita. Nelle sue azioni, soprattutto, non è il numero di movimenti, impegnati in un momento, ma la precisione di calcolo e la consapevolezza di quello che sta facendo e perché.

venerdì 26 dicembre 2014

Terza tazza di tè. I suoni.

A volte mi sembra che tutto quello che voglio fare nella vita è  ascoltare la musica. La musica suona sempre nella mia testa. Le dita picchiettano con la penna sul tavolo a ritmo.
Forse ho paura del silenzio? Probabilmente no. Il silenzio è anche molto bello. Ma dubito di aver sentito il silenzio assoluto. Noi  sentiamo sempre tutti i suoni della natura, o il rumore di alcuni tecnici. Anche se ci si chiudono le orecchie con le mani, si sente il suono del proprio cuore, e del sangue che scorre nelle vene.. Forse, il silenzio assoluto è davvero spaventoso.
La musica è semplicemente il sottofondo della vita. Ma senza la musica sarebbe difficile. Quasi impossibile.

domenica 14 dicembre 2014

Seconda tazza di tè.


Tutti noi abbiamo i nostri pensieri di cosa si può fare per il comfort e la felicità dei nostri cari e di noi - queste cose sono la nostra priorità. Dal momento che siamo tutti individui unici con valori,  sogni e  aspirazioni diverse, le priorità di una persona sono diverse dalle priorità di un' altra

A volte le circostanze ci obbligano a scegliere tra il lavoro e la vita personale. Questa decisione non è sempre facile, e qualche volta alla fine scegliamo il lavoro, non perché non ci preoccupiamo della nostra   famiglia, ma perché tale scelta ci darà tranquillità in futuro In ogni caso, se siamo sicuri di agire correttamente sotto ogni aspetto, non dobbiamo spiegare agli altri perché preferiamo la professione.

Non importa se vogliamo sposarci e avere i figli o di rimanere liberi e senza i figli, è la nostra decisione personale. La solitudine - non è un disturbo della personalità. Siete liberi di fare la vostra scelta: entrare in relazione o no. Ricordate che non siamo il nostro stato civile. Anche se tua madre vuole dei nipoti, è obbligata a vivere con la tua scelta di
vita.

Non dobbiamo incontrare qualcuno solo perché ci è stato chiesto. Qualcuno potrebbe essere dolce e carino, ma non c'è bisogno di andare ad un appuntamento con lui. Se senti che non hai bisogno di questo incontro, allora non andarci.
Trovate una ragione per rifiutare e non ripensateci.

Non è necessario spiegare le vostre scelte nelle relazioni.  A volte le persone fanno commenti inappropriati sulle vostre relazioni sentimentali. Sicuramente qualcuno ha detto che non siete la "coppia perfetta", o che avete bisogno di cercarvi un qualcun altro.
Tuttavia, di questo non dovete rendere conto a nessuno eccetto voi stessi. Vivete la vostra vita e non interrompete o continuate una relazione solo perché qualcuno vi dice di farlo.

Fate errori e imparate da loro - è la vita.

martedì 9 dicembre 2014

Una tazza di tè

Torno a casa, prendo una tazza di tè, mi abbandono nella poltrona e ascolto il silenzio.  E ognuno decide per sé cos'è questo: solitudine o libertà.
In ogni caso, non siamo tenuti a spiegare perché viviamo in questo modo e non altrimenti.
Se viviamo consapevolmente la nostra condizione, questo significa che abbiamo le nostre ragioni per non cambiarla, e queste ragioni non riguardano nessun'altro.