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domenica 22 gennaio 2017

L'altra tazza di tè

La vita è come viaggiare in treno. Con una varietà di fermate, cambiamenti di percorso e possono accadere anche gli incidenti. all'inizio ci sediamo in treno con i nostri genitori e pensiamo che in questo viaggio staremo con loro per sempre. Ma ad una stazione scenderanno e continueremo il viaggio da soli. Il tempo passa, la carrozza si riempie di altre persone. Alcune saranno molto importanti per noi e forse rimarranno fino alla fine del viaggio. Alcune scenderanno, lasciando un sedile vuoto accanto. Qualcuno sparirà, in una stazione sconosciuta , così piano che non presteremo attenzione al fatto che al suo posto sieda già una persona, completamente diversa. Questo viaggio sarà pieno di gioia, dolore, attesa, speranza, tradimento, perdono, saluti e addii. In alcuni momenti, penseremo a come tirare il freno d'emergenza, o a trasferirci in un'altra carrozza, e qualche volta rimarremo solamente a guardare con sincera curiosità fuori dal finestrino e osservare interessati i passeggeri che entrano ancora. E mai sappiamo a quale stazione scendiamo noi. Abbiamo solo bisogno di goderci il viaggio stesso e di renderlo possibilmente confortevole per i passeggeri seduti accanto. Infine, quando arriviamo al nostro capolinea è necessario che le persone che continueranno il viaggio, avvertano che il nostro posto è vuoto, e che rimangano loro dei meravigliosi ricordi di coloro che gli stavano seduti accanto. dall'altra parte, se avessi voluto piacere a tutti sarei nata cioccolata, no?

martedì 3 marzo 2015

Dove trascorrevi le vacanze quando eri da piccola? (esercizio di indicativo imperfetto)

Da piccola trascorrevo molto tempo a casa dei miei nonni in campagna. Non sono mai andata in vacanza con i miei genitori ed ho cominciato a viaggiare quando sono stata capace di farlo da sola.
Però, c'è stato un viaggio incredibile che mi ricordo molto bene. Avevo 13 anni e frequentavo  la scuola d'arte. Quell'estate sono andata а Suzdal con il mio gruppo di pittura. Era la prima volta che sono uscita di casa.
La nostra insegnante ci ha detto che voleva solo un po 'di pace e che potevamo fare quello che volevamo e che si fidava di noi. Questo era insolito, perché eravamo piccoli, per la prima volta in una città sconosciuta, mentre non c'erano cellulari.
Ci alzavamo molto presto per avere il tempo di andare da qualche parte prima di colazione, perché poi cominciavano le classi. Abbiamo scalato tutto in lungo e in largo. Suzdal si trova sulle colline. Salivamo su una collina dove si trovava un monastero, e guardavamo i tramonti meravigliosi. C'erano molti turisti e molti stranieri li. Giocavamo, cercavamo di indovinare dove erano. La sera gli abitanti uscivano nelle strade, suonavano la musica, ballavano, accendevano i fuochi.
La nostra città era molto giovane, grigia, industriale, alta. Mentre Suzdal - come un altro mondo^ chiaro, calmo e gioiso. E 'stata una vera avventura e ho un sacco di ricordi di quel viaggio.

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A proposito, questa città non ha voluto mostrare i suoi segreti agli altri: poco tempo prima della partenza ho lasciato la mia borsa sull’erba, e una carpa ha mangiato la cartella con i miei disegni.

domenica 18 gennaio 2015

Quale animale non vi piace per niente e perchè?

Il сoniglio.
Un giorno una mia amica è andata in vacanza e mi ha chiesto di prendermi cura del suo coniglio. Ed io ho accettato. Così le ho detto che non ci sarebbe stato nessun probelma.   Il coniglio  stava tranquillo per tutto il giorno poichè  dormiva sempre.
Ma di notte però si  svegliava e  cominciava  a rosicchiare la gabbia di ferro.
E, poichè la rosicchiava per tutta la notte,  ci era difficile  addormentarci. In quel momento vivevo  nel  dormitorio dell'Università. E le mie vicine  dicevano sempre che lo volevano friggere.
Un giorno ho  lasciato la gabbia nel corridoio con il coniglio all'interno. Due mie vicine lo hanno visto e hanno esclamato: "Che carino! Possiamo portarlo nella nostra stanza?" mi hanno chiesto. Ed io: "Certo!" Per un po' di tempo le ragazze hanno giocato con il coniglio ma, poi gli hanno dato da mangiare una torta. Il coniglio si è  ammalato. Però questo  non gli ha impedito di continuare a rosicchiare la gabbia  durante la notte. Il terzo giorno ha continuato a rosicchiare fino a che non è riuscito ad attraversare la gabbia ed  è uscito fuori. Così, mentre noi stavamo dormendo, questo ha rosicchiato tutte le nostre cose che erano in camera.
Penso che i conigli siano stupidi e molto timidi.
Se un giorno i miei figli mi chiedessero di comprargli un coniglio, io non sarei d'accordo.

A me piacciono i gatti.
Difatti questi sono intelligenti, morbidi e  li si può toccare, a differenza,  ad esempio, dei pappagalli. Con questo però non voglio dire che sono contro ad animali quali cani, ratti, serpenti  e criceti.